Quello della Misericordia è un Centro per rifugiati da zone di guerra; gli ospiti vi rimangono finchè non viene definito il loro status giuridico. Possono rimanerci giorni, settimane o mesi. In questo tempo possono fare molte attività e uscire liberamente per tornarvi la sera. Nel centro vivono molte famiglie che hanno la priorità sugli alloggi più confortevoli rispetto ai singoli soggetti e tutti possono usufruire delle classi di inglese e italiano, dell’infermeria, del barbiere, della mensa, della sala giochi. Qui convivono molte etnie, per questo è di fondamentale importanza la figura del mediatore culturale; nonostante questo la convivenza non è del tutto semplice. La preghiera, il cibo, le lingue che separano gli esseri umani nel mondo, in luoghi come questo sembrano perdere la forza del territorio, ma acquisicono la potenza dell’identità da non perdere per nessuna ragione.
Il lavoro fotografico fu commissionato dalla Misericordia di Isola di Capo Rizzuto, in Calabria, ai fini di confezionare un libro fotografico sui servizi offerti ai migranti; qui pubblico una galleria di immagini inedite che riporta un taglio più personale rispetto alla selezione fatta per il libro al quale lavorò con me il fotografo romano Alessandro Cantarini. I suoi scatti non sono presenti in questa galleria.























































