Roma, 2015. In un’Italia ancora priva di una legge sulle unioni civili, la comunità LGBTQIA+ e i suoi alleati scesero in piazza per reclamare un diritto fondamentale: lo stesso “sì”. Lo slogan scelto per quell’edizione del Pride non era solo una richiesta d’amore, ma una dichiarazione di uguaglianza. In quegli anni, l’eco dei matrimoni egualitari approvati in altri Paesi europei e oltreoceano faceva risuonare con forza l’assenza di tutele giuridiche nel nostro ordinamento.
A distanza di anni, questo lavoro fotografico vuole restituire la forza di quella giornata: corpi, volti, orgoglio. È un archivio emotivo e politico di un momento che ha segnato una tappa fondamentale nella lunga marcia per i diritti civili nel nostro Paese.
La mobilitazione di quegli anni contribuì in modo decisivo all’approvazione della Legge 20 maggio 2016, n. 76, conosciuta come Legge Cirinnà, che ha istituito in Italia le unioni civili tra persone dello stesso sesso, riconoscendo per la prima volta una forma di tutela giuridica alle coppie omosessuali.
Un passo avanti storico, frutto di una lunga lotta collettiva.
© Viola Damiani 2015











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