RIMINI – AMARCORD 2011

Parto per fotografare i bagnini d’inverno. voglio vedere che fanno, dove vanno a sbiancare l’abbronzatura. Arrivo a Rimini e i bagnini non ci sono: “mò shòno in Tailandia” mi viene detto.
I “ragassini” che d’estate affollano le rive invece, sono a scuola; l’animazione, il divertimento, i ristoratori, la musica, le radio, i bikini, niente, nada, caput, sono in centro, normalizzati, mimetizzati agli italiani invernali.
Arrivo a Rimini e scopro cosa vuol dire Vuoto. Bianco. Fermo. Disuso. Elegante. Congelato. Gabbianella. Vento. Spa. Bellissimo. Freddo.
Chilometri di meraviglie abbandonati, amori stagionali da rimandare a Maggio. Miliardi di granelli di sabbia liberi di spettinarsi al vento, senza ombrelloni, spinning, gioco aperitivo, palette e secchielli, panini, sigarette, baci, abbracci, ciaf, “Coccobèllo”.
Silenzio soltanto. Colori scelti da uno bravo, che a capire chi è gli si farebbe volentieri i complimenti: il bianco del legno pitturato bene e male, il grigio giallastro della sabbia, il verde adriatico del mare, l’azzurro. il blu, rosso quà e là sulle bandiere e sulle zampe di uccelli grigi.
Gli umani non c’entrano nulla, non ora.
Provo a fermare qualche viso, qualche passante. Niente da fare.
Queste foto sono prive di esseri umani, ma piene di umanità in letargo.

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La fine del mondo – Tempesta tropicale, Msambweni – Kenya 2015

Msambweni is a small village on the Kenyan coast.

Cinque minuti di puro esibizionismo della natura. Vento forte, acqua a righe oblique, ombrelli che servono quasi solo all’idea di non bagnarsi perchè da terra sale il fango, e dalle mani cola pioggia fredda. Palme schiaffeggiate alla moviola, nebbia fitta che avvolge l’ultima parte di quello che vedo manipolando quello che avevo visto il giorno prima. Animali disegnati di terra, pozzanghere-piazze e foglie-piscine, disorientamento da fine del mondo, bianco e nero anche fuori dal mirino, facce e piedi concentrati a non perdersi la strada verso casa.

Msambweni è un piccolo paese di pescatori sulla costa del Kenya.

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Marc Van Rampelberg – Rampel Design Nairobi

I have had the chance to meet Marc Van Rampelberg in his studio/showroom in Nairobi to portrey him. He has invented a unique way to work with wood by dividing it in slices, put it together, and create very smooth and rounded shapes. These items are all handmade, made with the best hard woods you can imagine, heavy and precious like the weight of their worth. I felt so grateful to have had this time with him.

Ho avuto l’occasione di conoscere Marc Van Rampelberg nel suo studio/showroom di Nairobi per ritrarlo. Ha inventato un modo unico di lavorare il legno dividendolo in strati che poi vengono uniti e messi insieme creando forme morbide e rotondeggianti. Questi mobili sono interamente fatti a mano, creati dal legno migliore che esista, pesanti e preziosi. Un bellissimo incontro, passare del tempo con lui è stato illuminante.

Check his work on Rampel Designs and https://www.rampeldesigns.net/

All rights reserved – ©ViolaDamiani
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Centro di Accoglienza S.Anna – Isola Capo Rizzuto 2011

Quello della MIsericordia è un Centro per rifugiati da zone di guerra; gli ospiti vi rimangono finchè non viene definito il loro status giuridico. Possono rimanerci giorni, settimane o mesi. In questo tempo possono usufruire di molte attività e possono uscire liberamente per tornarvi la sera. Nel centro vivono molte famiglie che hanno la priorità sugli alloggi più confortevoli rispetto ai singoli soggetti e tutti possono usufruire delle classi di inglese e italiano, dell’infermeria, del barbiere, della mensa, della sala giochi. Qui convivono molte etnie, per questo è di fondamentale importanza la figura del mediatore culturale; nonostante questo la convivenza non è del tutto semplice. La preghiera, il cibo, le lingue che separano gli esseri umani nel mondo, in luoghi come questo sembrano perdere la forza del territorio, ma acquisicono la potenza dell’identità da non perdere per nessuna ragione.

Il lavoro fu commissionato dalla Misericordia di Isola di Capo Rizzuto, in Calabria, ai fini di confezionare un libro fotografico sui servizi offerti ai migranti; qui pubblico una galleria di immagini inedite che rappresenta in modo più personale quello che ho visto in quei giorni.

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